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LA STORIA DEI TRULLI - Foto

LA STORIA DEI TRULLI

La storia e l'origine delle più antiche costruzioni della Puglia

                                                                                                                                      GENTE DI MARE DI ANNA CAPRIGLIA

                                                                                                                                                 LA STORIA DEI TRULLI

I trulli sono ormai da anni una delle residenze più amate per trascorrere le proprie vacanze, con piscina o senza, con vista mare o immersi nella natura, ve ne sono di tutti i tipi. Ma vi siete mai chiesti quale sia la storia di queste peculiari abitazioni? Spesso può capitare di viverci per un mese o più e pensare “ma da dove deriva la parola trullo?” Se almeno una volta vi siete posti questo tipo di domande, allora questo è l’articolo che fa per voi.

La parola trullo, così come il suo tipo di costruzione conica in pietra a secco, deriva dal modello preistorico della thòlos. Trattasi, infatti, di un'antica tomba micenea a thòlos del Tesoro di Atreo che risale agli anni tra 1500 e 1250 a.C. D’altronde, bisogna ricordare che alcuni popoli pelasgici, messapici e fenici, durante gli anni della preistoria, invasero e occuparono la Puglia, costruendo sia strutture megalitiche( come dolmen e menhir) e sia strutture microlitiche, come i nostri amatissimi trulli.

 Tuttavia, attualmente si posseggono solo testimonianze di trulli databili verso la fine del XVII secolo. Queste prime costruzioni erano dunque semplici trulli di campagna, edificati da contadini e pastori con le pietre raccolte sul posto. Sembrerà strano pensarlo o immaginarlo, ma erano costituiti da un solo vano e fungevano da ricovero temporaneo o deposito per gli attrezzi agricoli. Anticamente, vi era una sola eccezione ovvero quella del Trullo Sovrano (a due piani) chiamato anche Corte di Papa Cataldo, edificato dalla famiglia Perta nell’Ottocento a scopo di promozione turistica. Peculiare e anch'esso molto apprezzato, era il Trullo Siamese così chiamata per la forma accoppiata dei suoi coni.

La diffusione dei trulli, al contrario, fu conseguenza del frazionamento del fondo feudale che incrementò l'insediamento nelle campagne e lo sfruttamento agricolo di terreni in precedenza incolti, con la necessità di costruire dei ricoveri per ogni podere. La culla dei trulli, la città di Alberobello, fu fino al 1481 un feudo dei duchi Caracciolo di Martina Franca, passando poi ai conti Acquaviva di Conversano che fecero insediare nelle campagne un gran numero di contadini. Tra i benefici concessi a questi piccoli agricoltori vi era la possibilità di costruire dei rifugi in pietra locale, ma esclusivamente con muratura a secco affinchè fossero facilmente demolibili in caso d'ispezione da parte del vicerè spagnolo del Regno di Napoli, eludendo in tal modo la legge Pragmatica de Baronibus. 

Ovviamente, nel corso degli anni, questa forma iniziale ha subito delle evoluzioni, arrivando a comprendere più ambienti e vani minori come le cosiddette alcove. Sin dagli esordi, è possibile riconoscere nella struttura del trullo uno strato interno di lastre calcaree di maggiore spessore, chiamate “chianche”, e completato da quello esterno in lastre più sottili, denominate invece “chiancarelle”. Quest’ultime terminavano poi in una chiave di volta spesso scolpita con elementi decorativi a carattere esoterico, spirituale o scaramantico; quest’aspetto resta infatti tuttora un mistero.

Per quanto riguarda, invece, la terra d’origine dei trulli conoscerete sicuramente la spettacolare Valle d’Itria e i comuni limitrofi ad essa quali Alberobello, Castellana Grotte, Conversano, Locorotondo, Monopoli, Noci, Polignano a Mare e Putignano; ma vi sono anche Crispiano, Grottaglie, Martina Franca e Mottola ed infine le città di Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, Selva di Fasano e Villa Castelli. Essendo una costruzione che nasce nei paesini e nelle campagne, vi sono diversi tipi di denominazioni a seconda dei numerosi dialetti; in Valle d’Itria viene infatti usato il termine di “casedda”.

Con grande orgoglio, possiamo persino affermare che i trulli, dal 6 dicembre 1996, sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.